Incontro con l’ambasciatore iraniano e un viaggio a Verona

Incontro con l’ambasciatore iraniano e un viaggio a Verona

L’Ambasciatore fissò l’incontro per il 22 aprile 2015. Ci trovammo tutti in Via Nomentana e venimmo accolti dall’Ambasciatore. Il Sindaco Tosi riprese l’idea del gemellaggio con Hamadan e si mostrò particolarmente incline a sviluppare rapporti di carattere economico. La discussione andò avanti per un po’ e quando vidi che le cose promettevano bene intervenni proponendo di suggellare questa rinnovata intesa con l’invio a Verona della statua di Omar Khayyam. L’Ambasciatore accolse con entusiasmo questa proposta ed iniziò una conversazione su come procedere con la faccenda. Dissi che a questo punto la cosa più importante era trovare un luogo idoneo dove collocarla. Chiesi se me ne sarei potuto occupare. L’Ambasciatore diede il suo assenso, così come Tosi e Fontana.

Passato qualche tempo Fontana mi invitò a Verona. Insieme ad un suo amico facemmo un bel giro della città alla ricerca di un posto bello e suggestivo. Volevo fosse in una piazza del centro storico o in uno dei parchi. Ne scegliemmo quattro. Andati in Municipio non trovammo Tosi a riceverci ma aveva comunque organizzato le cose in modo tale che avremmo potuto vederci con tutti gli assessori competenti. L’incontro andò bene e gli assessori si mostrarono tutti disponibili ad avviare le pratiche il più rapidamente possibile. Dei quattro posti da me scelti, due vennero subito scartati in quanto sarebbero sorti problemi con la Soprintendenza. Restavano i parchi e presto ci avrebbero detto quello che poteva essere adatto.

Terminato l’incontro, lasciammo piuttosto soddisfatti la sede del Municipio. Fontana doveva tornare a casa e mi affidò al suo amico. Andammo insieme a pranzo e di fronte ad un’abbondante pizza spiegai l’importanza di questo gemellaggio e soprattutto la rilevanza simbolica, oltre che effettiva, di portare a termine l’operazione Omar Khayyam. Gli raccontai della riverenza che gli iraniani avevano nei confronti dei loro poeti e discussi di tutta una possibile serie di eventi da realizzare a Verona per celebrare il gemellaggio e l’arrivo della scultura. Recuperato più tardi Fontana, gli spiegai ciò di cui si era parlato in sua assenza. Era anche lui piuttosto contento e si mostrò pronto a fare la sua parte.