Secondo incontro con l’ambasciatore iraniano

Secondo incontro con l’ambasciatore iraniano

Tornato a Roma, mi misi subito in contatto con gli iraniani. Ebbi un paio di incontri in Ambasciata ed uno all’Ufficio Culturale. Preparammo ciò che ci era possibile in attesa di sapere dove sarebbe stata posta la statua. Il 6 Ottobre ebbi insieme a Fontana un secondo incontro con l’Ambasciatore. Con noi, anche il mio assistente Ivan. La risposta arrivò poco dopo tramite Fontana e con mia sorpresa fu piuttosto celere. Gli assessori avevano mantenuto il loro impegno e si erano mossi senza perder tempo: la statua sarebbe stata collocata nel parco Lombroso vicino a Ponte Garibaldi e alla chiesa di San Giorgio in Braida.

Il 20 Ottobre avvisai subito gli iraniani e preparai per l’Ambasciatore un breve prospetto sulla storia della città e sul luogo dove sarebbe stata accolta la scultura. Vi inclusi una mappa al fine di fargli capire dove fosse il posto e accompagnai il tutto con una serie di fotografie sul parco, il ponte, la chiesa e la passeggiata lungo l’Adige. Aggiunsi anche una veduta del Vanvitelli rappresentante la chiesa di San Giorgio e i suoi dintorni. Poteva così vedere quale fosse il paesaggio agli inizi del ‘700.

Il giorno successivo riassunsi il tutto all’Istituto Culturale Iraniano. Aggiunsi che adesso restavo in attesa di notizie da Verona e che presto mi sarei dovuto incontrare con il Prof. Alberto Giulio Cianci riguardo il progetto di scambi culturali con l’Università di Perugia.

In Ambasciata erano tutti contenti: finalmente Omar Khayyam aveva trovato una casa. Volevano adesso recarsi a Verona per vedere l’angolo del parco che avrebbe ospitato il monumento. Mi misi subito in contatto con il Municipio richiedendo una lettera con invito formale per l’Ambasciatore. La volevo su carta intestata ed in inglese. La risposta fu che non vi era nessuno in grado di scrivere in inglese: me ne sarei dovuto occupare io? La risposta fu immediata: altre alternative non c’erano.

In men che non si dica avevo la lettera pronta. La mandai a Verona per vedere se andava loro bene. Approvarono il testo e mandarono il tutto come da me richiesto. La lettera giunse all’Ambasciatore il 29 di Ottobre. Tornato all’Ufficio Culturale ne avvisai il direttore dato che anche lui si sarebbe dovuto recare sul posto.