La fine della Guerra Civile
Fine della presidenza di Lincoln
La Guerra Civile si chiuse con la disfatta del Sud e la resa di Appomatox nella mattinata del 9 Aprile 1865. La settimana successiva, nella serata di Venerdì santo, il presidente Lincoln si era recato insieme alla famiglia nel teatro Ford di Washington ad assistere ad una rappresentazione della commedia musicale “Il nostro cugino Americano”. Appena seduto nel palco venne raggiunto alla testa da un colpo di pistola esploso dal simpatizzante sudista John Wilkes Booth. Era la sera del 14 Aprile.

Lincoln spirò il giorno dopo e fu sostituito dal suo vice Andrew Johnson. La stessa notte anche il Segretario di Stato Seward fu vittima del medesimo complotto. Subì un attentato in casa propria ma riuscì a cavarsela per miracolo.
Terminata l’avventura messicana di Napoleone III, la politica estera degli Stati Uniti entrò in una fase di letargo. A preoccupare gli americani erano adesso soprattutto le faccende interne: la ricostruzione, lo sviluppo industriale e la marcia verso l’Ovest.
Rimasero da risolvere alcuni problemi sorti dagli anni di Guerra Civile che possono riassumersi in un inasprimento dei rapporti con Londra dovuto alle decisioni politiche prese dagli inglesi nel periodo 1861-1865. Come vedremo tra poco, vi furono negli anni successivi tensioni con il Canada, la questione dell’acquisto dell’Alaska dalla Russia nel 1867, una serie di progetti espansionistici nei Caraibi ed una rivoluzione esplosa a Cuba nel 1868 che rischiò di coinvolgere gli Stati Uniti.
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#EdoardoAlmagia
