La più splendente delle capitali

La storia di un Paese meraviglioso

La più splendente delle capitali

​Nel 1221, la prospera oasi di Herat si ribellò al suo governatore mongolo. Sul posto si precipitò con i suoi guerrieri Gengis Khan. Diede l’ordine di radere tutto al suolo e si lasciò alle spalle una piramide di teste mozzate.

Nel 1383 Tamerlano, emiro turco di Samarcanda, la distrusse per la seconda volta. L’oasi era però fertile e vi passava anche il percorso della Via della Seta. Alla morte del condottiero, l’Impero Mongolo venne diviso tra i suoi figli. Il primogenito decise di fare di Herat la sua dimora. Ne ricostruì la cittadella e vi eresse una nuova grande moschea.

​Alla fine del XV secolo, sotto lo scettro dell’ultimo sovrano il Timuride Hossain-Mirza, vi regnava una corte scintillante, bilingue e ricca di splendore. Era uso esprimersi in versi e a dominare erano i poeti, noti per i loro testi raffinati. Le sue miniature, dai colori accesi erano tra le più belle ed ammirate. E’ qui anche che la scrittura araba toccò i suoi vertici.

Era un centro gioioso, nel quale si incoraggiava la produzione delle arti visive. Al suo apogeo il principe Babour ed il visir Mir Alì Sher, noto per l’eleganza del suo abbigliamento, vi scrivevano in lingua turca quando era costume redigere i documenti in persiano o in arabo. E’ dunque grazie a quest’ultimo che il turco prese la forma di un idioma letterario.

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#EdoardoAlmagia

La più splendente delle capitali

​I principi timuridi morirono tutti di cirrosi epatica.

“Nel mondo intero – scriveva in seguito Babour – mai più si vedrà una città come Herat”.

All’alba del XVI secolo gli Uzbeki, popolo di stirpe turca e rimasuglio di quell’Orda d’Oro tatara fermata dai Russi sul Volga, apparve sulle rive del fiume Amou-Darya e reclamò a sé l’Impero Alto-asiatico.

I Timuridi risposero con una resistenza fiacca. Solo Babour riuscì a fuggire e raggiungere Kabul.

Nel 1507, distrutte le difese, gli Uzbeki fecero il loro ingresso nella capitale con appese alle loro selle le teste sballottanti dei principi timuridi.