Inizio di una fuga e di una rotta

La storia di un Paese meraviglioso

Inizio di una fuga e di una rotta

Il 7 Gennaio l’esercito percorse dodici chilometri. Le scorte erano esaurite e non vi era quasi più nulla da mangiare. Dalle alture, gruppi di ribelli si gettavano regolarmente all’attacco degli uomini in ritirata.

Per muoversi più in fretta, quel che restava del contingente indiano si sbarazzava dei fucili mentre i servi si lasciavano cadere nella neve invocando la morte.

Ai piedi della gola del piccolo Kabul ecco apparire Akbar rivestito di una luccicante cotta di maglia. Rimproverò subito gli Inglesi per non aver atteso la sua scorta. Volgendosi poi verso le rocce gridò ai suoi in Persiano, lingua che da numerosi

ufficiali inglesi conoscevano: “risparmiateli!” per poi aggiungere, questa volta in lingua Pashtoun “uccidete tutti questi cani!”.

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#EdoardoAlmagia

Inizio di una fuga e di una rotta

L’esercito si accampò per la notte e l’alba del giorno successivo illuminò un campo disseminato di cadaveri congelati.

L’8 Gennaio, quel che resta dell’esercito inglese si inoltra nel buio della gola del piccolo Kabul. Dopo circa un chilometro di marcia, bande di montanari armati di moschetto iniziano a sparargli dall’alto delle pareti rocciose. Colpiti, i cammelli si rovesciano nell’acqua dei ruscelli portandosi appresso il loro carico di spose inglesi con in braccio i loro piccoli.

Saltando di roccia in roccia, bande di Ghazi, uomini assetati di martirio, si lanciavano tra i soldati infilzando i fuggiaschi a colpi di coltellaccio e affettandoli con le loro sciabole.

Giunto il tramonto, l’esercito inizia a sbandare per poi sfasciarsi. Erano stati percorsi appena sette chilometri al prezzo di tremila morti. Durante il corso della notte il freddo mieterà ulteriori vittime.

Il 10 Gennaio, ormai privato dei suoi migliori ufficiali, i resti dell’armata inglese proseguono la loro fuga sotto l’incessante tiro del nemico. Ecco il sentiero curvare bruscamente, per infilarsi in un angusto passaggio noto come la “Gola Oscura”.

Alle forze in rotta non resta altra scelta che dividersi in due tronconi: le truppe di testa inglesi, con appresso i servitori sopravvissuti, riescono a raggiungerne la fine sotto una pioggia micidiale di pallottole. Indietro, e ormai privo di munizioni, quel che resta del contingente indiano viene annientato.