Politica americana
La politica estera americana verso il XX secolo
Questo resta comunque per gli Stati Uniti l’indirizzo politico più importante da seguire e che sopravvisse fino al XX secolo. Con l’ingresso nel nuovo secolo gli Stati Uniti erano entrati in possesso di una vasta sfera di influenza in America ed esercitavano una politica attiva in Asia tramite i loro presidi economici e strategici nel Pacifico. Avevano messo in mare una flotta militare potente ed erano assurti al rango di grande potenza mondiale.
Nel 1904, il presidente Theodore Roosevelt aggiunse un corollario che attribuiva agli Stati Uniti il diritto ed il potere di controllare ogni interferenza da parte di governi stranieri negli affari dell’emisfero occidentale, oltre che di assicurarsi che fossero governati da esecutivi graditi a Washington.
Era la politica del cosiddetto “Grosso Bastone” (Big Stick), poi ripudiata dal memorandum Clark, redatto il 17 Dicembre 1928 da J. Reuben Clark, Sottosegretario di Stato del presidente Calvin Coolidge. Riguardava l’uso della forza militare da parte degli Stati Uniti in America Latina.
Più precisamente, la teoria del Grosso Bastone indicava l’azione estera perseguita dal presidente Roosevelt nel corso dei suoi due mandati dal 1901 al 1909. Tale politica, spesso accomunata al concetto più ampio di “diplomazia delle cannoniere”, si caratterizzava per dei negoziati ai quali era affiancata la minaccia del “grosso bastone”, ossia dell’intervento militare. Fortemente pragmatica e basata sui principi della ragion di Stato, il corso politico rooseveltiano fu l’espressione mediata dei circoli espansionistici americani.
Rimasto segreto fino al 1930, il memorandum Clark rigettava invece l’idea che il corollario Roosevelt si basasse sulla dottrina Monroe: piuttosto li separava. Indipendentemente da quest’ultima infatti, il memorandum sosteneva che fosse un diritto degli Stati Uniti come tali ad intervenire nelle questioni americane. La Dottrina Monroe si riferiva a situazioni che vedevano coinvolte le nazioni europee e non riguardava le dispute tra Washington e gli Stati dell’America Latina.