La storia di un Paese meraviglioso

Gli Stati Uniti invadono l’Afghanistan

Una potenza globale quali gli Stati Uniti non poteva tollerare che un”azione simile restasse impunita. Venne subito presa la decisione di invadere l’Afghanistan, paese nel quale viveva colui che era responsabile di questo disastro. Il 22 Settembre la Casa Bianca inviava l’ultimatum al governo talebano.

Si trattava di consegnare i capi di al-Qaida presenti nel paese, chiudere i campi di addestramento terroristici e consegnarne le reclute alle autorità nazionali. Agli Stati Uniti doveva anche essere garantito il libero accesso a questi campi per verificarne l’effettiva chiusura.

Bollandole come un insulto all’Islam, tramite la loro ambasciata in Pakistan i talebani respinsero queste proposte. Affermarono anche che non vi era alcuna prova del coinvolgimento di bin Laden negli attentati del 11 Settembre. Fallì pure il tentativo di convincere il mullah Omar a consentirne l’estradizione.

All’interno della Nato veniva evocato l’articolo 5, che consentiva l’intervento dei paesi membri in difesa di quell’alleato che avesse subito un attacco.

Il 7 Ottobre americani ed inglesi iniziarono a bombardare l’Afghanistan per colpire i talebani e le forze di al-Qaida. I talebani resistono e dal Pakistan giungono presto in loro aiuto bande di combattenti pashtoun. Nel corso delle azioni alleate, la popolazione viene colpita pesantemente.

Gli Stati Uniti invadono l’Afghanistan

Come nel contesto della Guerra Fredda nel quale gli Stati Uniti si opposero all’Unione Sovietica, l’invasione dell’Afghanistan e quella successiva dell’Iraq non vanno considerate unicamente come impegno militare: si tratta di un confronto tra modelli di governo e di società. Gli americani si sono fatti portatori di un’idea modernizzatrice per portare i due paesi sulla via della democrazia e della libertà.

L’Alleanza del Nord, con il sostegno di membri paramilitari della Cia e di forze speciali americane, partecipa all’offensiva contro Mazar-i-Sharif. Il 12 Novembre entra a Kabul. Vengono poi catturate le province lungo il confine iraniano. Cade anche Herat

 

I talebani e bin Laden, sotto costante pressione, sono costretti a ritirarsi nella area montagnosa di Tora Bora. Gli Stati Uniti rispondono con una campagna di bombardamenti aerei mirati.

Nel frattempo cade Konduz. Interviene anche l’aviazione pakistana per evacuare alcune centinaia di soldati e membri dei servizi segreti che Islamabad aveva inviato in aiuto ai talebani prima dell’invasione americana.

Verso la fine di Novembre gruppi di miliziani guidati da Hamid Karzai occupano Kandahar, che il mullah Omar lascerà a Dicembre per trovare rifugio sulle montagne. I talebani non controllano più che quattro province su trenta.