La storia di un Paese meraviglioso
I Talebani al potere
Il Paese tornò presto sotto il tallone di un Islam dei più rigidi, ove regnava una visione estremista della Shari’a nella quale ogni deviazione alla dottrina del Profeta veniva punita con estrema ferocia. Alle donne venne reimposto il velo integrale, gli uomini obbligati a farsi crescere la barba. La musica fu vietata e i cinematografi chiusi. Ai ladri veniva tagliata la mano, per stupratori e omicidi la pena era l’esecuzione pubblica: lo stadio di calcio di Kabul divenne il luogo destinato alle condanne a morte.
Nel Marzo 2001, nel tentativo di eliminare ogni traccia di ciò che non era islamico, vennero ridotte in polvere le due colossali sculture dei Buddha di Bamiyan.
Con la complicità del mullah Omar, Osama bin Laden trovò rifugio in Afghanistan. Nell’Agosto del 1988 fu tra i fondatori di al-Qaida, nata per finanziare ed integrare i combattenti islamici arabi ai gruppi di resistenza afghana e rendere vittoriosa nel mondo la Parola di Dio.
Osama bin Laden
Nel Maggio del 1996 Osama bin Laden si trovava in Sudan. Per via delle pressioni degli Stati Uniti, dell’Egitto e dell’Arabia Saudita fu costretto a lasciare il Paese. Scelse di tornare in Afghanistan e trasferirsi a Jalalabad. Strinse con il mullah Omar un rapporto che potrebbe definirsi fraterno
Da lì partì per una crociata contro gli americani, colpevoli di aver costruito basi militari sul territorio saudita, la Terra Sacra dell’Islam. Su questo tema egli aveva fatto pubblicare una fatwa su un quotidiano londinese in lingua araba.
La Fatwa indica un’opinione legale, autorevole ed influente, sebbene non vincolante. Può essere espressa da un giurista qualificato o da chiunque abbia competenza di diritto islamico.
Ai tempi della guerra santa contro i sovietici, bin Laden aveva ricevuto finanziamenti dai servizi segreti militari pakistani (ISI) che conducevano un gioco di sponda tra tribù pashtoun ed elementi religiosi fondamentalisti.
Da lungo tempo promuovevano un estremismo violento ai danni degli invasori russi e dello storico rivale indiano per via della questione del Kashmir. Quest’ultima era rimasta irrisolta sin dai tempi della separazione con l’India, avvenuta a seguito dell’Indipendenza del 1947.
Loro successivo obbiettivo fu Jalalabad e poi di nuovo Kabul. Abdul Rashid Dostum, uno dei quattro signori della guerra afghani fuggì in Uzbekistan. Di origine uzbeka e capo di quella comunità, aveva combattuto i mujaheddin per conto del governo comunista. Divenuto poi un signore della guerra indipendente, combatte sia contro i mujaheddin che contro i talebani.
Anche Massoud, capo dell’Alleanza del Nord formata dai restanti guerriglieri islamici ostili ai Talebani fu costretto a ritirarsi: finì con l’arroccarsi nella regione del Panshir che comprendeva alcuni territori nel settentrione dell’Afghanistan.
Nella partita contro l’Unione Sovietica, il Pakistan ebbe un ruolo fondamentale. Vi aveva trovato rifugio un enorme numero di profughi afgani tra i quali non mancavano i mujaheddin. Questi, oltre che da Islamabad, erano aiutati materialmente anche da Stati Uniti e Arabia Saudita, ai quali vanno aggiunti Iran, Egitto, Regno Unito e Cina.
Di nuovo in Afghanistan, bin Laden aveva ottenuto il controllo della Ariana Afghan Airlines. Era ora in grado di traghettare armi, denaro, oppio e militanti islamici sorvolando lo spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti e del vicino Pakistan. Insieme alla stampa di falsi documenti di identità, queste attività andavano a promuovere e rinforzare la rete di al-Qaida.
Con l’ausilio di organizzazioni caritatevoli islamiche, riuscì ad inviare numerosi elementi della sua organizzazione in Africa, nel Sud-est Asiatico, negli Stati Uniti ed in Europa: lo scopo, reclutare membri per al-Qaida e diffondere il suo progetto di fondamentalismo islamico.
Nel Novembre del 1997 finanziò un grave attentato a Luxor, in Egitto. Vi perirono 62 persone. L’anno successivo, due attentati sconvolsero le Ambasciate Americane in Kenia e Tanzania.
Questi episodi portarono bin Laden ad essere inserito nella lista dei dieci maggiori criminali ricercati dal FBI. Nel 1999 la Cia addestrò 60 uomini dell’ISI per catturarlo o ucciderlo in Afghanistan.
Successivamente si operò nell’organizzare una serie di attentati in Giordania e uno a danno di una nave militare americana: l’arresto dei componenti della cellula giordana e l’affondamento della barca imbottita di esplosivo fecero naufragare questi progetti. Nell’Ottobre del 2000 un attentato apriva la fiancata del cacciatorpediniere Cole nel porto di Aden. Persero la vita 17 marinai americani e si ebbero 39 feriti.
Giunse poi l’11 Settembre del 2001. Una squadra di attentatori di al-Qaida fece schiantare due aerei di linea contro le torri gemelle del World Trade Center a New York. Un altro aereo colpì il Pentagono ed un quarto, destinato a colpire il Campidoglio a Washington, precipitò in un campo della Pennsylvania. Compresi i dirottatori, i morti furono quasi 3.000. Si contarono anche 6.400 feriti.
Due giorni prima, e non si è trattato di una coincidenza, era stato ucciso in un attentato suicida Ahmad Shah Massoud, comandante dell’Alleanza del Nord in Afghanistan. Ai funerali si calcola siano state presenti circa centomila persone.
Gli attentatori erano di nazionalità tunisina ed appartenevano ad un gruppo conosciuto come Ansar al-Sharia, collegato ad al-Qaida. Avevano passaporto belga, con visto degli Stati Uniti e del regno saudita.
Massoud faceva da contraltare al dialogo con i talebani ed era in grado di mobilitare consensi nelle aree non in mano i fondamentalisti. Andava rimosso in quanto incarnava la visione di un Islam moderato ed era per l’Occidente interlocutore sunnita presentabile. Non pilotabile, poteva rappresentare un punto di equilibrio.
Nell’area del Panshir, dalla quale proveniva, molti sostengono che avrebbe avvisato gli Americani della preparazione di un attentato loro danno: l’informazione non venne presa sul serio.