La storia di un Paese meraviglioso
L’inizio del nuovo secolo
Kabul divenne protagonista della vita del Paese. Nel Medioevo, il principe Babour parlando della città scriveva: “Fai circolare il tuo calice, castellano di Kabul. Ti ubriachi, guarda! Dalle tue mura puoi vedere un monte, un mare, una città e un deserto!”.
Babour marciò alla conquista dell’India e fece ritorno a Kabul per esservi sepolto.

I vecchi quartieri che costeggiavano il fiume Kabul furono destinati alla distruzione. Oggi sono quasi del tutto scomparsi come sparita, senza praticamente lasciar traccia, è anche la città antica Al suo posto una Kabul nuova, dalle strade asfaltate e brillante di luce elettrica. I tecnici e i diplomatici esteri troveranno alloggio in un nuovo quartiere, lo Shahr-i neo. Con l’apertura della Transasiatica, Kabul diventerà centro di commerci e di traffico di stupefacenti. Nel 1972 Kabul andrà incontro al suo primo ingorgo stradale.
Grazie per la lettura
#EdoardoAlmagia

L’inizio del nuovo secolo
Da monarchia costituzionale che era, l’Afghanistan si trasforma in una dittatura militare mascherata.
Tra il 1901 ed il 1915 sale sul trono il figlio di Abd er-Rahman. Il suo nome era Habibullah. Amava vestire all’inglese e collezionare giocattoli importati dall’Europa.
Fu il primo afghano a possedere un’automobile.
Nell’Agosto del 1914, allo scoppio del primo conflitto mondiale, rifiutò la separazione dall’autorità di Delhi. La cosa apparve come uno scandalo: il popolo infatti non riusciva a capire come un emiro potesse entrare in guerra contro una nazione islamica qual’era l’Impero Ottomano. Fu assassinato l’anno successivo.