Interessi dell’occidente sulla Cina

Nel 1841 la Cina inizia ad avere rapporti con l’Occidente

Intorno al 1840, nella loro corsa ad espandersi le potenze europee iniziarono ad adocchiare la Cina e farsi largo al suo interno. In quegli anni il paese era retto dalla dinastia Manchu ed impegnato a fondo nell’affrontare gravi problemi interni. Benché sempre in prima fila nell’estorcere concessioni, gli europei appoggiavano l’impero nel fronteggiare le opposizioni interne allo scopo di tenere in piedi il Paese, firmare trattati e rendere legittime le loro pretese.

E’ nel 1841 che si aprì per la Cina la prima fase dei rapporti con l’Occidente. Se da un lato gli europei bramavano di acquistare prodotti cinesi, questi ultimi, dal canto loro, non erano altrettanto interessati a spendere per beni europei. Il commercio tra i due mondi era dunque difficile perché sostanzialmente in un senso. Vi era però un solo prodotto per il quale in Cina esisteva una forte domanda: l’oppio.

Quando il governo cinese tentò di controllarne l’importazione, l’Inghilterra dichiarò guerra. L’impero ne uscì sconfitto, l’oppio entrò in abbondanza e la faccenda si concluse con il trattato di Nanchino. Passati alcuni anni, Francia ed Inghilterra insieme entrarono nel 1857 in un secondo conflitto con la Cina per costringerla ad accogliere i loro diplomatici e trattare con i loro mercanti e uomini d’affari. E’ nel corso di questa contesa che fu incendiato e saccheggiato lo splendido Palazzo d’Estate, umiliazione che i Cinesi sentono ancora oggi. Anche in questo caso seguì un trattato, quello di Tientsin. Ulteriori trattati seguirono successivamente sia con altre potenze europee che con gli Stati Uniti.

 

Il Sistema dei Trattati

Ne derivò il cosiddetto “sistema dei Trattati”, che imponeva alla Cina una serie di restrizioni e concedeva invece agli stranieri un insieme di diritti. Da lì poi la corsa della Russia e delle potenze europee ad estendere la loro presenza in tutti quei territori confinanti con l’impero, che pur non facendone parte ne erano tributari e con questo mantenevano anche i maggiori rapporti politici e culturali.

Riguardo la Cina, gli Stati Uniti attuarono la politica della “Porta Aperta”. Vi fu anche l’annessione delle Filippine, il tutto in un periodo nel quale era pienamente operativa la chiusura verso l’Europa. Poco più tardi, nel 1919, merita essere ricordato l’aspro dibattito nel Senato riguardo la penisola dello Shantung e come la presunta svendita della Cina da parte del presidente Wilson avesse avuto conseguenze altrettanto importanti e difficili delle discussioni sulla Società delle Nazioni.