La storia di un Paese meraviglioso
Russi e Inglesi si scontrano in Asia Centrale
Nel frattempo due nuove potenze andavano affacciandosi sulla scena. Inglesi e russi stavano tessendo le loro trame intorno all’Asia Centrale, dove sia Persiani che Afghani si sarebbero trovati a giocare il ruolo di pedine.
Potenza continentale, la Russia degli Zar nella sua ricerca di sbocchi verso i mari caldi premeva da nord per sentieri terrestri. L’Inghilterra, che era un’isola, non poteva che espandersi partendo dal mare, che dominava grazie alla sua potente flotta.
Le prime dispute riguardarono l’Impero Ottomano, a quei tempi in piena decadenza, e soprattutto il controllo dello stretto dei Dardanelli, che univa il Mediterraneo al Mar Nero. Col tempo, a questa rivalità si aggiunse quella sulla Persia e sull’India.

Occupati i centri di Samarcanda e di Bukhara, le truppe dello Zar erano poi riuscite a lambire i confini delle terre dei Moghul. Per evitare di scontrarsi, le due potenze cercarono un accordo. Fu così che Londra assegnò all’Afghanistan una lunga striscia di terra larga una ventina di miglia che tenuto i due Imperi a distanza. Questa nuova frontiera comprendeva le impervie vette del Pamir, ove con i mezzi dell’epoca era impossibile svolgere operazioni belliche.
L’Asia nel frattempo andava cambiando. Nel 1837 il regno afghano non era più costituito che dalle città di Kabul e di Kandahar. In precedenza, una setta guerriera proveniente dall’India, quella dei Sikh, aveva espulso gli Afghani dal territorio indiano e occupato Peshawar. Fu così che alcune tribù di fieri Pashtoun finirono sotto il tallone della dominazione indiana.
Grazie per la lettura
#EdoardoAlmagia

Russi e Inglesi si scontrano in Asia Centrale
L’anziano maharadjah dei Sikh, contemplando dal suo unico occhio una carta dell’India ove i possedimenti inglesi erano segnati in rosso, sospirò: “Tra breve sarà tutta colorata di rosso”. A separare gli Inglesi dalla frontiera dell’Afghanistan restava ormai solo il suo regno.
Più a Nord, la Russia zarista inviava spedizioni nel Caucaso fino a toccare i confini della Persia. Mosca iniziava a guardare con cupidigia a quei principati tatari dell’Asia centrale. Londra temeva una Russia in piena fase espansionista a ridosso delle frontiere indiane: era impellente impossessarsi per primi dell’Afghanistan.
A prima vista l’impresa non pareva troppo complicata: si trattava essenzialmente di attraversare il regno dei Sikh, ormai ridotto a protettorato, per poi fare ingresso a Kabul ed installarvi un qualche vassallo. Avrebbe fatto tutto l’artiglieria.
Dost-Mohammad fece del suo meglio per convincere gli Inglesi dei suoi sentimenti amichevoli. Sfortunatamente, proprio in quei giorni giunse a Kabul un ufficiale cosacco latore di una lettera dello Zar.
Venne chiesto il suo allontanamento e gli Inglesi decisero di approfittare dell’episodio per accusare l’Emiro di essersi venduto ai Russi.
L’Afghanistan andava riempendosi di una particolare specie di agenti inglesi: instancabili cavallerizzi, linguisti di genio e scrittori di talento. Fu così che ebbe inizio l’invasione.