Herat torna al credo sunnita

La storia di un Paese meraviglioso

Herat torna al credo sunnita

Nel XVIII secolo gli abitanti delle montagne espugnavano quella che era ormai una città in piena decadenza, se non in molti punti addirittura in rovina. La grande moschea ritornò al credo sunnita.

Dalla Persia lo Shah decise di far pagare le imposte agli afghani. Come risultato, si trovò presto invaso e la città di Isfahan conobbe l’umiliazione della conquista e del saccheggio. Alcune cronache parlano di qualcosa come un milione di morti. In seguito i Persiani tentarono invano di riprendere Herat.

Grazie per la lettura

#EdoardoAlmagia

Nascita di una nazione

​L’Afghanistan nasce nel corso del XVIII secolo dal tramonto degli imperi musulmani di Delhi in India e Isfahan in Persia. Liberate da questo giogo nel 1747 le tribù afghane si radunano a Kandahar. Elessero un sovrano: il giovane Ahmad Abdali. Un mullah si avvicinò e gli pose sul capo una corona intrecciata di spighe di grano per mormorargli: “Ecco la tua corona!”. Questo è il simbolo che ancora oggi appare sulla bandiera afghana.

Vide così la luce un regno afghano chiuso, musulmano e conservatore.

​I guerrieri in coro lo proclamarono Durr-i-Durran, ossia Perla delle Perle. La sua tribù, che all’epoca portava il nome di Abdali, è oggi conosciuta come quella dei Durrani.

Il giovane re raccolse tutte le tribù per lanciarsi contro l’India. Questa fu l’ultima grande cavalcata dei predoni alto-Asiatici nel sub-continente indiano.

Quando un tumore lo uccise, nel 1772, egli lasciò dietro di sé un Paese ricco in bottino: era riuscito a farne un impero e Delhi fu costretta a pagargli un tributo.

Nel corso del suo regno il figlio Timur ebbe successo nel mantenere la pace. Alla sua morte lasciò ben ventuno figli che lottarono tra loro per accaparrarsi il trono.

Si combattevano l’un l’altro ferocemente con lo scopo accecarsi. Il Corano infatti recita che un cieco non può regnare.

Ad occupare il trono fu infine il capo del clan dei Mohammadzai. Si trattava di Dost-Mohammad che con la spada, il palo e le lapidazioni pose termine a quarantasei anni di anarchia monarchica. Tale fu il successo che il suo nome restò celebre.