Conflitto con la modernità

Scenari possibili

L’Iran è oggi alla ricerca di una modifica degli equilibri regionali. Per i governanti di Tehran, il vecchio ordine è crollato e le architetture politiche, così come gli equilibri e le idee che si sono affermate nella seconda metà del XX secolo non riflettono più la realtà odierna.

È perciò tempo di sostituirla con un sistema di rapporti consoni alle esigenze di un Paese che intende rivendicare un suo ruolo e proteggere i propri interessi.

Nell’attuale caos mediorientale sarà necessario trovare nuovi assetti, altrimenti il rischio è quello di scivolare in uno stato di disordine semi-organizzato e quasi permanente.

 

Si tratta di una fase di transizione non semplice: sarà inevitabile guardare anche all’Iran e coinvolgerlo in un ampio negoziato che vada oltre il nucleare, dato che è in gioco l’assetto politico di tutto il Medio Oriente.

Il percorso della Storia non è mai lineare. Gli ultimi tre secoli ci hanno insegnato che l’uomo intende progredire verso un percorso che vede affermarsi quelli che sono i grandi principi e i valori di libertà, rispetto, uguaglianza e dignità. Quanto sarà necessario attendere nessuno può dirlo, ma con il tempo, il succedersi delle generazioni ed il progredire degli eventi lo stesso regime iraniano troverà necessario adottare dei cambiamenti, aprirsi gradualmente e consentire maggiori libertà: un giorno sarà esso stesso ad entrare nei libri di storia.

Intanto il regime è molto cambiato. Se prima l’azione poteva essere diretta ad una rivoluzione mondiale, si è passati oggi alla difesa e al consolidamento dei risultati ottenuti oltre che a quello dello Stato. Con il passare di una generazione si è chiusa la fase eroica e si è aperta quella della burocrazia. Comunque la si voglia vedere, si è trattato di una grande e moderna rivoluzione di popolo, la prima in Medio Oriente. Fino ad oggi ha avuto un’influenza importante, se non a volte decisiva, sugli eventi della regione.