La storia di un Paese meraviglioso

Una breve storia dell’Afghanistan

Premessa: Dedico questo testo ad un mio amico che è stato chiamato a svolgere dei lavori in Afghanistan. Vorrei fargli capire la realtà di questo paese e, per quanto possa sembrare difficile, imparare anche a rispettarlo.

Mai come oggi si hanno tante informazioni e mai come oggi vediamo come spesso queste vengano distorte o manipolate. La rete è sovente luogo di semplificazione, mentre l’abitudine ai tweet tende ad accorciare la riflessione. Nei social network tutto è valido e ciò rende più difficile l’esame delle cose, creando spesso più confusione che chiarezza. Inutile dire che in tempi come questi, dove ad essere privilegiato è l’istante, il passato e la voglia di capire vengono spesso offuscati, rendendo difficile comprendere il presente.

Per chi cerca la verità dei fatti è quasi come navigare senza l’aiuto di una bussola: per non andare alla deriva è necessario definire le cose, analizzare la gerarchia delle informazioni e mettere ordine alle notizie.
Con questo testo non ho la pretesa di rispondere ad ogni domanda o risolvere ogni questione.

Lascio questo agli storici. Cerco semplicemente ed in poco spazio di proiettare una luce su quello che è un Paese complesso come l’Afghanistan e spiegarne nel modo più semplice e sintetico possibile gli avvenimenti principali che ne hanno segnato la storia.

Spero esservi riuscito e mi auguro si possa anche comprendere come l’Islam, con la sua legge, i suoi obblighi ed i suoi rituali, abbia potuto regalare nel tempo qualche sollievo a vite che altrimenti sarebbero state fin troppo brutali.
Buona lettura.

Introduzione

Pochi giorni fa il presidente Trump si è incontrato ad Helsinki con il suo omologo russo Putin. Si sarebbe dovuto trattare per loro di affrontare i più importanti dossier del momento, quali la Siria, l’Iraq, la Libia, l’Ucraina e la Crimea. A questo appuntamento non sono estranei anche motivi di politica interna. Non sappiamo purtroppo cosa siano riusciti a dirsi.
Trump vuole condurre i repubblicani a vincere le elezioni di Novembre, proteggersi dalle inchieste sulle interferenze di Mosca nel corso delle elezioni presidenziali che lo hanno visto battere la Clinton per un soffio e possibilmente, per non essere da meno di Obama, farsi rieleggere per un secondo mandato.
Importante per lui anche assicurarsi l’elezione del giudice Gorsuch. Di tendenze conservatrici, il suo ingresso alla Corte Suprema finirebbe con l’alterare a danno dei liberali gli equilibri all’interno di questa istituzione. Negli Stati Uniti questa carica è a vita.
Per Putin si tratta di mostrare che, grazie al suo operato, la Russia ha finalmente riacquistato un ruolo di potenza globale e che senza la sua collaborazione non è possibile ripristinare l’ordine internazionale. Fondamentale è anche risolvere il problema delle sanzioni che pesano sull’andamento dell’economia nazionale: le vuole veder tolte.
Nella partita verrà certamente inserito anche l’Afghanistan: Trump si è fatto eleggere promettendo che avrebbe ritirato i militari americani dai conflitti nei quali si trovano coinvolti. Per gli Stati Uniti l’impegno afghano è il più lungo della loro storia: vi si trovano ormai da 17 anni. Prima di loro, i russi vi avevano già subìto una cocente disfatta che è stata in parte motivo della caduta del comunismo e dell’Unione Sovietica.
L’Afghanistan è dunque un Paese piuttosto particolare, dalla storia antichissima e che si può dire ne abbia passate di tutti i colori. Quello che di tutto ciò resta oggi è soprattutto il suo passato iranico e quello arabo-islamico. La sua storia complessa e fattori costitutivi molto diversi hanno fatto sì che per questa terra difficile i cambiamenti brutali non siano una novità.
A renderlo vulnerabile soprattutto la divisione in tribù, clan, razze, lingue e interpretazioni diverse del Corano.
Vi sono oggi al mondo tre paesi che si definiscono repubbliche Islamiche: l’Iran, sorto dalla Rivoluzione del 1979; il Pakistan, ricavato dall’indipendenza indiana al fine di risolvere il problema musulmano e oggi potenza nucleare. Ha 210 milioni di abitanti e politicamente si distingue per colpi di Stato militari ed assassinii politici; l’Afghanistan, incassato tra questi due paesi e tutt’ora in guerra. A queste tre repubbliche, potrà forse aggiungersi anche la Turchia di Erdogan.