La storia di un Paese meraviglioso
Il più grande degli emiri
Gli Inglesi conservarono i territori pashtoun intorno a Peshawar e il diritto di controllare tutti i rapporti esterni dell’emirato. Lo Zar, da parte sua, si mostrò pronto a riconoscere la tutela di Londra sul Paese. Per rendergli queste condizioni più gradite, gli Inglesi concessero ad Abd er-Rahman un sussidio.
L’Afghanistan ritrovò così la sua indipendenza. Ma era anche un Paese in rovina. Ostile allo straniero e religiosamente intollerante fino al fanatismo, per oltre quarant’anni fu impedito agli infedeli di mettervi piede se non con il permesso dell’emiro.

Abd er-Rahman fu senza dubbio il più grande degli emiri afghani. Odiato dal popolo, si servì della tribù Dorrani per sottomettere quella dei Ghilzai. Con questi fece poi la pace e li inviò tutti a combattere contro gli Hazara.
Radunò le tribù pashtoun e, preoccupato che missionari inglesi potessero raggiungere i montanari idolatri del Kafiristan prima di lui, nel 1895 guidò per l’ultima volta nella storia guerrieri musulmani a cavallo, in cotta di maglia ed elmo con nasale, in una spedizione per convertire gli infedeli.
Dopo un’ardua campagna militare la regione fu sottomessa nel 1897. Numerosissime furono le conversioni al credo del Profeta e l’area conquistata prese il nome di Nouristan, “il Paese della luce”. Fu così che scomparve l’ultima civiltà non musulmana dell’Afghanistan.
In seguito, Abd er-Rahman riuscirà ad impossessarsi del Turkestan afghano. Compiuta l’impresa, ebbe successo nel sottomettere tutte le tribù Pashtoun.
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#EdoardoAlmagia

Il più grande degli emiri
Grazie al sussidio inglese, mise in piedi un esercito composto da elementi delle varie tribù con l’obbiettivo di sottometterle e far pagare loro le tasse. Confiscò i beni delle fondazioni pie e, dall’alto della sua uniforme inglese, ridusse i mullah in stipendiati dello Stato.
Per far meglio regnare l’ordine, divise il Paese in cinque province. Alla testa di ognuna mise un governatore della cui fedeltà era certo. “Per un Paese duro – amava dire – ci vuole un emiro duro”. Ad uno di questi, che si era avvantaggiato del proprio potere per portarsi a letto le donne altrui, toccò la sorte di essere trascinato in pieno inverno in cima ad un colle. Fu legato nudo ed innaffiato d’acqua. Divenuto un ghiacciolo vivente, prima che morisse Abd er-Rahman esclamò ridendo: “eccone uno che non troverà più modo di scaldarsi!”.
Molti dei suoi ministri passeranno a miglior vita per mezzo della sciabola e del palo. Ai panettieri, rei di non aver fatto bene il proprio mestiere, riservò la punizione di venire bruciati nei loro stessi forni. Ai ladruncoli fece mozzare la mano destra e immergere il moncherino nell’olio bollente. Ai commercianti disonesti toccò la sorte di venire afferrati per l’orecchio destro che veniva inchiodato per un giorno intero alla porta della loro bottega. Lungo le strade si potevano vedere i banditi catturati appesi in gabbie di ferro.
Rifiutò la costruzione di una rete ferroviaria per paura che venisse usata per invadere il Paese.
Morì nel 1901 che aveva creato l’Afghanistan moderno.