La presidenza Grant e l’azione diplomatica di Hamilton Fish

Nel 1868 il generale Ulysses Grant fu eletto presidente

La presidenza Grant

Nel 1868 il generale Ulysses Grant, l’uomo che aveva condotto l’Unione alla vittoria nella Guerra Civile, fu eletto presidente. Mentre lui era persona di grande integrità, la sua amministrazione fu invece un caleidoscopio di scandali ed episodi di corruzione. Di politica estera Grant non aveva la minima nozione, in compenso aveva con sé come Segretario di Stato Hamilton Fish che, al contrario, era uomo di grandissima competenza.

Conservatore d’animo, era portato a risolvere con la massima calma e nel modo più equilibrato possibile i problemi che doveva affrontare. Contrariamente al suo predecessore Seward, non era particolarmente affascinato dall’idea del “Destino Manifesto”. Di fronte a sé aveva però un ostacolo di non poco conto: quello del Congresso, del Senato in particolare: le due Camere erano controllate dai Repubblicani radicali e soprattutto da Charles Sumner, capo del comitato Affari Esteri e come tale non privo di potere ed influenza.

Quest’ultimo era ossessionato dalla convinzione che nel corso della Guerra Civile Londra si fosse schierata dalla parte degli Stati Confederati, consentendo in questo modo il prolungamento del conflitto. Ne seguiva per lui che gli Inglesi avrebbero dovuto rifondere tutte le spese sostenute dall’Unione nel corso della guerra, a partire dalla battaglia di Gettysburg. Quello che però evitava di dire è che pensava di impossessarsi dei territori del Canada.

Secondo lui gli Inglesi avrebbero dovuto cedere agli Stati Uniti quel paese confinante per saldare i conti di guerra con Washington. L’acquisto da parte di Seward dell’Alaska, comperata dalla Russia nel 1867 per due centesimi l’acro, fu uno dei suoi rarissimi progetti ad essere approvato dal Senato e questo per via delle pressioni di Sumner, che ne voleva fare uso per sottrarre il Canada agli Inglesi.

Non meno spinoso per Fish fu il problema rappresentato dallo stesso presidente Grant. Quest’ultimo era di animo espansionista, anche lui interessato a mettere le mani sul Canada. Tra i suoi progetti vi era pure quello di prendersi l’isola di Santo Domingo.

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#EdoardoAlmagia

Hamilton Fish, Segretario di Stato

Appena Hamilton Fish assunse la carica di Segretario di Stato, sotto lo sguardo vigile di Sumner il Senato aveva appena respinto una convenzione con l’Inghilterra elaborata in precedenza dal presidente Johnson e da Seward. Si trattava della cosiddetta Convenzione Johnson-Clarendon: il Senato, per partito preso, era sempre stato contrario a qualsiasi proposta proveniente dalla presidenza Johnson.

Questa particolare Convenzione aveva a che fare con le rivendicazioni sul caso della nave da guerra Alabama. Gli Inglesi avevano accettato che questo vascello fosse costruito in Inghilterra, consentendogli poi di unirsi alla flotta confederata ed essere poi causa dell’affondamento di molte navi dell’Unione. Anche in questo caso, Londra avrebbe dovuto dare delle compensazioni economiche e soddisfare le richieste riguardanti tutte le cosiddette rivendicazioni indirette.

Per via del clima a Washington, Fish poteva solo sperare di convincere Londra che il respingimento di questa convenzione non avrebbe significato la chiusura ad ogni possibile trattativa futura. Queste difficoltà nel giungere ad un accordo finale erano anche inasprite da questioni riguardanti gli Stati Uniti ed il Canada, in quanto molti americani, soprattutto membri del Congresso, pensavano che il Canada fosse “un frutto maturo” pronto a cadere nelle loro mani.
Era opinione comune che il Canada fosse favorevole all’annessione e a far nascere questi propositi espansionisti contribuì senza volerlo anche l’Inghilterra: non pochi dei suoi politici, il più celebre dei quali Gladstone, erano dell’opinione che non fosse conveniente possedere delle colonie: queste infatti, appena cresciute e maturate, avrebbero inevitabilmente seguito la via delle colonie americane nel 1776.

Il progetto dell’ala radicale dei Repubblicani era impedire la chiusura della questione dell’Alabama, sottolineare l’importanza finanziaria delle compensazioni da ricevere per risolvere il contenzioso delle rivendicazioni indirette ed esercitare di conseguenza una tale pressione sugli inglesi da convincerli a cedere il Canada come accordo conclusivo.

A Fish questo disegno non era gradito: voleva raggiungere con gli inglesi un accordo amichevole e soprattutto tenere separata la questione del Canada da quella dei risarcimenti di guerra chiesti a Londra. Per il Segretario di Stato che i Canadesi entrassero a far parte dell’Unione andava bene, ma doveva trattarsi di una scelta libera e spontanea, non come conseguenza di pressioni o forzature su Londra.