La crisi dei Confederati del 1863
Le conseguenze della battaglia di Gettysburg
Alla fine del 1863 la Confederazione era in crisi. Sapeva però che se fosse riuscita ad ottenere l’appoggio dell’Europa la sua indipendenza sarebbe stata certa. Era ovvio che l’andamento della guerra sarebbe stato determinato dalla situazione sul campo. Le potenze europee potevano prendere in considerazione la possibilità di un intervento solo se il Sud fosse stato prossimo alla vittoria. La Francia aveva lasciato intendere che avrebbe seguito l’Inghilterra, ma non avrebbe agito per conto proprio.

Se l’offensiva di Lee nell’autunno del 1862 avesse avuto successo, l’Inghilterra avrebbe potuto riconoscere i Confederati. A seguito della battaglia di Antietam, avvenuta il 17 Settembre 1862, il progetto fu accantonato e dopo Gettysburg definitivamente abbandonato. Questa battaglia rappresentò il momento di massima speranza per il Sud, in quanto per il generale Lee si trattava di vedere se sarebbe riuscito ad entrare a Washington e vincere la guerra. Ci provò, non ce la fece e da quel momento si rese conto che la causa del Sud era perduta. Sul terreno rimasero 51 mila caduti.
A cinque giorni dallo scontro di Antietam, il presidente Lincoln mise da parte ogni esitazione ed emanò un proclama di emancipazione da applicarsi unicamente nei territori in mano ai Confederati. Da quel momento la guerra non fu solo un conflitto in difesa dell’Unione ma anche per la libertà di milioni di uomini, dandole quindi una dimensione morale che fino a quel momento le mancava. Anche se inquadrati in unità segregate con alla testa degli ufficiali bianchi, a causa di questo proclama 186 mila volontari neri si arruolarono nelle fila dell’Unione e molti si distinsero in combattimento.
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#EdoardoAlmagia

Avanzata del conflitto e politica europea
La questione della schiavitù non fu mai un fattore determinante nell’orientare le scelte politiche delle potenze europee. Con l’avanzare del conflitto questa si tradusse però in una forte spinta morale a favore dell’Unione. Una volta emanato il Proclama, la questione degli schiavi divenne un’opportunità per acquisire consensi in Inghilterra, prima nazione ad abolire il commercio degli schiavi.
Molto meno conosciuta, ma altrettanto importante, la cattura della piazzaforte di Vicksburg da parte del generale Grant il 15 Luglio del 1863. Per il Nord la vallata del Mississippi era un punto cruciale nel conflitto e con questa vittoria, insieme alla caduta di altre fortificazioni lungo il fiume, l’intero corso del Mississippi cadde nelle mani dell’Unione. Il Sud fu tagliato in due e gli Stati della Louisiana, dell’Arkansas e del Texas rimasero esclusi dalla Confederazione.
Venne così portato a termine il cosiddetto piano Anaconda, concepito da Winfield Scott: egli era convinto che la guerra sarebbe stata lunga e che era dunque necessario piegare il Sud combinando un blocco navale inflessibile ad una pressione militare su tutte le aree di confine.