La fine del Re Cotone

Declino del cotone dell’America Latina

L’Inghilterra verso altre fonti di guadagno e fine dell’era del cotone

Come spesso accade nelle vicende umane, le cose non si svolgono come inizialmente sperato. Poco prima dello scoppio del conflitto vi era stata una sovrapproduzione di prodotti cotonieri. Molte manifatture in Inghilterra si trovarono così ad avere in magazzino una quantità eccessiva di merce invenduta da sfiorare in alcuni casi la bancarotta. Di conseguenza, per un breve lasso di tempo questa mancanza di cotone fu piuttosto un bene e questo fino all’inizio del 1863.

Da quell’anno la scarsità di cotone iniziò a farsi sentire, ma non si trattava di un malessere solo apparente e oltre due milioni di lavoratori si trovarono presto senza impiego. Stavano comunque emergendo altre opzioni, tanto che il governo di Londra non poteva più basare le sue decisioni sulla sola disponibilità del cotone. Tra queste, soprattutto il fatto che nel corso del 1863 gli Inglesi cominciarono a cercare altri luoghi di produzione, iniziando a sostituire le importazioni dal Sud con quelle dall’Egitto e dall’India. La cosa ebbe successo, tanto che nell’ultimo anno di guerra le industrie britanniche furono in grado di importare le stesse quantità di cotone grezzo che in passato acquistavano dagli Stati del Sud.

Come sovente accade in caso di conflitto, questa guerra finì con lo stimolare altri settori dell’economia inglese. A realizzare lauti guadagni non furono solo le manifatture di lana, che incrementarono notevolmente le loro esportazioni confezionando le uniformi dell’esercito unionista ma, anche per le continue richieste del Nord, i produttori di scarpe, stivali, acciaio e navi.

Nel 1864 sul London Times si poteva leggere che l’Inghilterra era altrettanto prospera di quanto lo fosse prima della guerra e che alla fine il cotone non si era dimostrato quel “re” di cui tanto si era parlato. In conclusione, in un mondo in rapida industrializzazione i Confederati commisero il grave errore di affidarsi ad un’unica materia prima: il cotone.

Grazie per la lettura

#EdoardoAlmagia

Le conseguenze del conflitto

Come sovente accade in caso di conflitto, questa guerra finì con lo stimolare altri settori dell’economia inglese. A realizzare lauti guadagni non furono solo le manifatture di lana, che incrementarono notevolmente le loro esportazioni confezionando le uniformi dell’esercito unionista ma, anche per le continue richieste del Nord, i produttori di scarpe, stivali, acciaio e navi.

Nel 1864 sul London Times si poteva leggere che l’Inghilterra era altrettanto prospera di quanto lo fosse prima della guerra e che alla fine il cotone non si era dimostrato quel “re” di cui tanto si era parlato. In conclusione, in un mondo in rapida industrializzazione i Confederati commisero il grave errore di affidarsi ad un’unica materia prima: il cotone.