Seward segretario di Stato
Le ragione della scelta di Lincoln su Seward come segretario di Stato
Come Segretario di Stato Lincoln scelse William Henry Seward, preminente senatore abolizionista. Questi era stato scelto non per le sue competenze in politica estera, quanto piuttosto per il suo peso nell’ambiente politico. Il motivo per il quale era stato sconfitto nelle elezioni da Lincoln è che molti lo ritenevano troppo ostile alla schiavitù.

Una volta nominato Segretario di Stato si persuase che Lincoln era privo di progetti, che non esercitasse abbastanza il suo potere nell’affrontare i problemi sorti con la Secessione e che fosse fondamentale evitare un conflitto civile. Inizialmente era sua convinzione, ed insieme a lui erano molti a pensarlo, che gran parte dei sudisti volessero conservare l’Unione e che a volerla sciogliere invece fosse solo un pugno di estremisti.
Per via dei suoi tentativi di conciliazione fu soprattutto lui a dare ai Confederati l’impressione che Washington avrebbe ordinato l’evacuazione di Fort Sumter, rinunciando così a combattere. Il forte si trovava di fronte al porto di Charleston, nella Carolina del Sud, ed i Confederati avevano chiesto al suo comandante di arrendersi insieme alla guarnigione. Il rifiuto fu netto.
Conscio dell’aggravarsi della situazione, il 1 Aprile Seward trasmise a Lincoln un documento a dir poco sorprendente: per porre rimedio alla crisi ed evitare una guerra, egli suggeriva di tenere uniti gli americani scegliendosi qualche altra nazione con la quale aprire un contenzioso ed eventualmente entrare in guerra. Era sua opinione che un conflitto esterno sarebbe stato l’unico modo per impedire la secessione e conservare l’unità del Paese.
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#EdoardoAlmagia

Verso la “Guerra di RIbellione”
Già nel Gennaio del 1861 Seward aveva espresso l’idea che se la città di New York fosse stata attaccata da una potenza straniera “tutte le colline della Carolina del Nord avrebbero mobilitato la loro popolazione per venirle in soccorso”. All’ambasciatore di Francia disse: “nulla mi darebbe più piacere che vedere una potenza europea intervenire in favore della Carolina del Sud. L’avrei quindi attaccata e la stessa Carolina del Sud, insieme agli altri Stati secessionisti, si sarebbe unita a me nel farlo”.
I diplomatici europei in missione a Washington non erano ignari di questo pericolo, tanto che l’ambasciatore inglese avvertì Londra che nel Nord forte era la tentazione di scatenare una guerra per distogliere l’esaltazione dell’opinione pubblica e raccogliere consenso coinvolgendo il Paese in un’avventura esterna. Nulla di nuovo per chi è abituato a seguire le vicende internazionali: si trattava del tipico rimedio di chi, nell’incapacità di risolvere una crisi interna, la proietta verso l’esterno per distrarre l’opinione pubblica ed ottenerne il consenso.
Questo particolare episodio rimase segreto fino alla fine del secolo quando furono pubblicate le carte di Lincoln: egli non solo era contrario a questo memorandum ma temeva anche potesse avere effetti negativi se qualcuno ne fosse venuto a conoscenza. Per un certo periodo il Segretario di Stato continuò ad orientare la sua azione diplomatica come se fosse prossimo a provocare una guerra contro l’Inghilterra o qualche altro paese.
La guerra scoppiò a seguito dell’attacco a Fort Sumter. Gli Stati della Virginia, del Tennessee, dell’Arkansas e della Carolina del Nord si unirono ai loro altri fratelli, da cui il nome ufficiale di “Guerra di Ribellione” dato dal Nord al conflitto.
Il Nord si adoperò immediatamente istituendo un blocco navale per negare ai Secessionisti le risorse necessarie ad affrontare la guerra. Senza capacità industriali gli Stati del Sud dovevano importare la maggior parte degli armamenti oppure catturarli al nemico. Con l’inasprirsi di questo blocco e l’intensità dei combattimenti, gli Stati Confederati incontrarono difficoltà sempre maggiori nel rimpiazzare gli equipaggiamenti e le armi perdute. Allo stesso tempo, con l’avanzare del conflitto, crollava anche la produzione agricola rendeva sempre più difficile nutrirsi.